Intolleranza al lattosio
L’intolleranza al lattosio è una delle intolleranze più diffuse, problema che colpisce molto di frequente le persone in età adulta, al punto da non essere neanche considerata una vera e propria patologia. Ma cos’è davvero l’intolleranza al lattosio? Quando ingeriamo latte, indipendentemente dal fatto che sia di mucca, di capra o materno, il nostro organismo, grazie all’enzima lattasi, scinde il lattosio, ossia lo zucchero contenuto nel latte, in glucosio e galattosio; ma se nell’organismo viene a mancare questo enzima il fisico non è più in grado di dividere questi due tipi di zucchero, né di digerirli, provocando sintomi fastidiosi e talvolta violenti che vanno dalla flatulenza alla diarrea e ai gonfiori intestinali con relativi dolori alla pancia, e che si manifestano in un tempo che va dalla mezz’ora alle due ore dopo aver ingerito lattosio.

L’assenza dell’enzima lattasi può manifestarsi in tre diverse fasce di età e per motivi diversi; il primo, meno comune, può riguardare un neonato, accade che alcuni bimbi nascano con la deficienza di questo enzima e quindi già manifestino intolleranza verso il latte materno, situazione questa che rischia spesso di essere confusa con l’allergia alle proteine del latte vaccino. In questo caso l’unica soluzione è allattare il bambino con latte artificiale privo di lattosio e poi, dopo lo svezzamento, con latte vegetale, per esempio di soia. La seconda eventualità può riguardare i bambini attorno ai 6/10 anni, il livello di lattasi regredisce pian piano fino a scomparire del tutto, nel peggiore dei casi, in età adulta; anche in questo caso va modificata l’alimentazione ed eliminati tutti i prodotti che contengono lattosio, quindi non soltanto il latte. Il terzo caso riguarda gli adulti che, spesso a causa di un’infezione virale, come ad esempio il rotavirus, manifestano un’intolleranza al lattosio temporanea, destinata a scomparire dopo qualche mese e curabile con un cambio di alimentazione momentaneo

Per riconoscere l’intolleranza al lattosio spesso è sufficiente un auto esame basato sulla nostra quotidianità e sulle nostre abitudini alimentari, talvolta però è necessario un esame più specifico chiamato Breath test all’idrogeno, esame per nulla invasivo che serve a calcolare la quantità di idrogeno, scaturita dalla presenza del lattosio non digerito, nel nostro respiro.

Come è già chiaro non essendo una malattia non esiste una cura vera e propria, l’unica soluzione per questo problema è la dieta. Per prima cosa bisogna capire il livello di tolleranza al lattosio del nostro organismo, purtroppo l’unico modo che abbiamo è effettuare dei test di tolleranza, iniziare quindi a diminuire gradualmente la quantità di lattosio che ingeriamo fino a non avere più sintomi; ogni persona ha dei limiti diversi, di conseguenza nelle forme più leggere di intolleranza è sufficiente togliere dalla nostra alimentazione il latte, a volte però non basta.

Per capire bene il concetto è importante sapere che il lattosio è contenuto in molti alimenti naturali e in altrettanti alimenti confezionati; partendo dallo yogurt ed alcuni tipi di formaggio, i cereali per la colazione, molti tipi di biscotti, pane fresco, carne, persino nelle cipolle c’è una lieve quantità di lattosio, anche in alcuni integratori alimentari, nei surgelati, nelle merendine e nei gelati, e più l’intolleranza è potente più alimenti dovremo bandire dalla nostra tavola. Quindi la cosa fondamentale per tenere a bada questo problema è leggere attentamente le etichette su qualsiasi genere alimentare compriamo, facendo attenzione non solo alla presenza di lattosio, ma anche del siero di latte, tracce di latte e derivati e della ricotta. Inoltre è bene ricordare che anche molti medicinali contengono lattosio, addirittura la pillola anticoncezionale.

La conseguenza per chi deve affrontare questo tipo di limitazione alimentare è ovviamente una profonda carenza di calcio, componente fondamentale, fra l’altro, per la salute delle nostre ossa. Il calcio va quindi reintegrato con degli integratori alimentari indispensabili per chi soffre di intolleranza al lattosio, che devono essere affiancati ad una dieta che comprende legumi, noci e pesce in quantità, mentre esistono degli integratori a base di galattosidasi che riducono l’assorbimento del lattosio e che sono utili per chi soffre di quest’intolleranza in forma più leggera.