Il lattosio si trova naturalmente nel latte e in molti prodotti lattiero-caseari, ma può essere presente anche in alimenti trasformati che contengono latte, siero di latte, latte in polvere o altri ingredienti di origine lattiera.
Questo non significa che tutti i prodotti appartenenti alla stessa categoria contengano la stessa quantità di lattosio: lavorazione, fermentazione e stagionatura possono modificarne notevolmente il contenuto [1][2]. Per questo, oltre a conoscere gli alimenti più comuni, è importante imparare a leggere correttamente l’elenco degli ingredienti.

Quali alimenti contengono naturalmente lattosio?
Il lattosio è lo zucchero caratteristico del latte dei mammiferi. È quindi presente naturalmente nel latte vaccino, ma anche nel latte di capra, pecora e in quello umano [3].
- Latte vaccino, di capra e di pecora: contengono naturalmente lattosio.
- Yogurt e altri latti fermentati: contengono lattosio, anche se fermentazione e microrganismi presenti possono influenzarne la digestione e il contenuto finale [2][3].
- Formaggi freschi: possono contenere quantità rilevanti di lattosio, variabili in base al prodotto e alla lavorazione.
- Panna, creme a base di latte e altri derivati: possono contribuire all’apporto di lattosio della dieta.
Non tutti i derivati del latte hanno quindi lo stesso contenuto di lattosio. Anche prodotti apparentemente simili possono differire tra loro.
Formaggi stagionati: contengono sempre lattosio?
Nei formaggi il contenuto di lattosio tende generalmente a diminuire durante la produzione e la stagionatura. Il CREA riporta che nei formaggi maggiormente stagionati analizzati il lattosio può raggiungere livelli molto bassi o non essere rilevabile, mentre i formaggi freschi possono conservarne quantità maggiori [3].
Questo non significa però che sia corretto considerare automaticamente qualsiasi formaggio stagionato come privo di lattosio. Il contenuto dipende dal prodotto e dal processo produttivo. Quando è necessario conoscere con precisione il residuo, è preferibile verificare le informazioni fornite dal produttore o la presenza della dicitura “senza lattosio”.
Il NIDDK segnala comunque i formaggi duri tra i prodotti generalmente più poveri di lattosio rispetto ad altri latticini [2].
Alimenti trasformati che possono contenere lattosio
Latte e derivati possono essere utilizzati come ingredienti anche in prodotti che non vengono immediatamente associati ai latticini. La loro presenza dipende però dalla ricetta del singolo prodotto: non tutti gli alimenti appartenenti alle categorie seguenti contengono necessariamente lattosio [1][2].
- pane confezionato e altri prodotti da forno;
- biscotti, merendine, torte e preparati per dolci;
- cioccolato al latte, caramelle e alcuni prodotti dolciari;
- gelati, creme e dessert;
- purè istantanei e alcune zuppe pronte;
- salse, condimenti e preparazioni pronte;
- alcuni snack confezionati;
- alcune bevande sostitutive del pasto, proteine in polvere e barrette proteiche.
Per sapere se uno specifico prodotto contiene ingredienti derivati dal latte bisogna quindi controllare l’etichetta, anziché basarsi soltanto sul tipo di alimento.
Salumi e insaccati possono contenere lattosio?
Sì, alcuni prodotti a base di carne possono contenere lattosio o ingredienti derivati dal latte. Il Ministero della Salute include i salumi tra le categorie in cui il lattosio può essere utilizzato e il NIDDK segnala, tra i possibili esempi, carni lavorate e insaccati [1][2].
Non è però corretto affermare che prosciutto cotto, mortadella, salame o würstel contengano sempre lattosio: la composizione cambia da prodotto a prodotto e da produttore a produttore.
Per questo motivo è necessario verificare l’elenco degli ingredienti del prodotto specifico.
Puoi approfondire questo argomento nella guida dedicata a salumi e lattosio.
Come riconoscere il lattosio nell’elenco degli ingredienti
L’etichetta è lo strumento principale per verificare la composizione di un alimento confezionato.
Tra le indicazioni che possono segnalare la presenza di lattosio o di ingredienti che naturalmente lo contengono troviamo [2]:
- lattosio;
- latte;
- latte in polvere;
- siero di latte;
- siero di latte in polvere;
- solidi o derivati del latte.
Nell’Unione Europea il latte e i prodotti a base di latte, incluso il lattosio, rientrano tra le sostanze che provocano allergie o intolleranze previste dal Regolamento (UE) n. 1169/2011. Quando sono utilizzati come ingredienti devono essere indicati nell’elenco degli ingredienti e il riferimento all’allergene deve essere graficamente evidenziato [4].
Questo, però, non significa che debba comparire necessariamente la parola “lattosio”. Un alimento può contenere lattosio perché contiene, ad esempio, latte in polvere o siero di latte.
La dicitura “senza lattosio” cosa significa?
In Italia il Ministero della Salute indica che la dicitura “senza lattosio” può essere utilizzata per prodotti con un residuo di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml [1].
L’etichetta deve inoltre riportare un’indicazione della quantità residua, con formulazioni del tipo “meno di…”, indicando una soglia comunque inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml [1].
Per gli alimenti che per loro natura non contengono ingredienti lattei può essere utilizzata, nel rispetto delle condizioni previste, anche l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” [1].
La dicitura “senza lattosio” non significa invece “senza proteine del latte”: un prodotto lattiero-caseario delattosato può continuare a contenere caseine e altre proteine del latte e non è quindi automaticamente adatto a chi presenta un’allergia al latte.
Farmaci e integratori possono contenere lattosio?
Il lattosio può essere utilizzato anche come eccipiente in alcuni medicinali e preparazioni. Il NIDDK segnala che alcuni farmaci da prescrizione e da banco possono contenerne piccole quantità [2].
Gli eccipienti dei medicinali sono riportati nel foglio illustrativo. AIFA mette inoltre a disposizione la Banca Dati dei Farmaci, nella quale è possibile consultare i fogli illustrativi e le informazioni autorizzate dei medicinali commercializzati in Italia [5].
Se si tollerano quantità molto basse di lattosio o si hanno dubbi su uno specifico medicinale, è preferibile verificare il foglio illustrativo e chiedere consiglio al medico o al farmacista, senza interrompere autonomamente una terapia.
Bisogna eliminare tutti gli alimenti che contengono lattosio?
Non necessariamente. La quantità di lattosio tollerata varia da persona a persona. Il NIDDK sottolinea che molte persone con intolleranza riescono comunque a consumarne una certa quantità senza sviluppare sintomi [2].
Eliminare indiscriminatamente latte e derivati può inoltre ridurre l’assunzione di nutrienti come calcio e vitamina D. La gestione della dieta dovrebbe quindi essere adattata alla tolleranza individuale e, quando necessario, definita con un medico o un professionista della nutrizione [2].
Per conoscere le possibili alternative consulta la guida agli alimenti senza lattosio e alle alternative.
Domande frequenti sugli alimenti che contengono lattosio
No. Il contenuto di lattosio varia in base al tipo di formaggio e al processo produttivo. In molti formaggi stagionati il lattosio diminuisce fino a quantità molto basse o non rilevabili, ma non è corretto considerare automaticamente privo di lattosio qualsiasi formaggio stagionato [2][3].
Non necessariamente con la parola “lattosio”. Nell’Unione Europea latte e prodotti a base di latte, incluso il lattosio, devono essere segnalati ed evidenziati tra gli ingredienti. Il lattosio può quindi essere presente attraverso ingredienti come latte in polvere o siero di latte [4].
Il Ministero della Salute indica che la dicitura “senza lattosio” può essere utilizzata quando il residuo di lattosio è inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml. L’etichetta deve riportare anche un’indicazione della soglia residua [1].
No. Alcuni prodotti possono contenere lattosio o ingredienti derivati dal latte, mentre altri ne sono privi. È quindi necessario controllare l’elenco degli ingredienti del prodotto specifico [1][2].
Sì. Il lattosio può essere utilizzato come eccipiente in alcuni medicinali. La composizione deve essere verificata nel foglio illustrativo e, in caso di dubbi, con il medico o il farmacista [2][5].
Per approfondire
Riconoscere le possibili fonti di lattosio non significa dover eliminare automaticamente tutti gli alimenti che lo contengono. La tolleranza è individuale e il contenuto può cambiare notevolmente da un prodotto all’altro.
Il passo successivo è conoscere le alternative disponibili: consulta la guida agli alimenti senza lattosio e alle alternative.
Fonti e riferimenti scientifici
Le informazioni riportate nell’articolo sono state elaborate a partire dalle seguenti fonti istituzionali e scientifiche:
- Ministero della Salute. Intolleranze al lattosio. Informazioni sulle fonti alimentari di lattosio, sulla lettura delle etichette e sui requisiti italiani per la dicitura “senza lattosio”. Consulta la fonte.
- National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK). Eating, Diet, & Nutrition for Lactose Intolerance. Informazioni sugli alimenti che possono contenere lattosio, sugli ingredienti da riconoscere e sulla tolleranza individuale. Consulta la fonte.
- CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Il lattosio: uno zucchero dalla doppia faccia. Dossier scientifico con dati sul contenuto di lattosio nel latte, nello yogurt e nei formaggi e sugli effetti della stagionatura. Consulta la fonte.
- Unione Europea. Regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. Norme sulla dichiarazione degli allergeni e sull’indicazione di latte e prodotti a base di latte, incluso il lattosio. Consulta la normativa.
- Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e Foglio Illustrativo. Informazioni sulla consultazione della composizione e degli eccipienti dei medicinali autorizzati in Italia. Consulta la fonte.
Nota editoriale: questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce le indicazioni personalizzate di un medico o di un professionista della nutrizione.
