Seguire un’alimentazione a ridotto contenuto di lattosio non significa necessariamente eliminare tutti i prodotti lattiero-caseari. La quantità tollerata varia da persona a persona e oggi sono disponibili sia prodotti delattosati sia alimenti naturalmente privi di lattosio e alternative vegetali [1][2].
La scelta dipende dalla tolleranza individuale e dall’equilibrio complessivo della dieta, soprattutto per quanto riguarda nutrienti come calcio, proteine e vitamina D [2][4].

Prodotti delattosati: cosa sono?
Latte, yogurt, panna, formaggi freschi e altri prodotti lattiero-caseari possono essere disponibili anche in versione senza lattosio o a ridotto contenuto di lattosio.
In molti di questi prodotti viene utilizzato l’enzima lattasi per scindere il lattosio nei due zuccheri che lo compongono, glucosio e galattosio. Per questo il prodotto può risultare leggermente più dolce pur senza l’aggiunta di zucchero [1].
- latte senza lattosio;
- yogurt senza lattosio;
- panna e altri derivati delattosati;
- formaggi freschi o spalmabili specificamente dichiarati senza lattosio.
Latte e derivati senza lattosio possono mantenere un profilo nutrizionale simile ai prodotti corrispondenti contenenti lattosio e rappresentano quindi una possibile soluzione per continuare a consumare latticini [2][5].
Questo non significa però che qualsiasi prodotto dichiarato senza lattosio sia necessariamente tollerato allo stesso modo da tutte le persone. La risposta ai diversi alimenti può variare individualmente.
Cosa significa davvero “senza lattosio”?
In Italia il Ministero della Salute indica che la dicitura “senza lattosio” può essere utilizzata quando il residuo è inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml di prodotto [1].
Per i prodotti delattosati l’etichetta riporta inoltre un’indicazione della quantità residua e può specificare che il prodotto contiene glucosio e galattosio come conseguenza della scissione del lattosio [1].
È importante ricordare che “senza lattosio” non significa “senza latte”. Un prodotto lattiero-caseario delattosato può continuare a contenere le proteine del latte ed essere quindi inadatto a chi presenta un’allergia alle proteine del latte [6].
Esistono formaggi naturalmente senza lattosio?
Durante la produzione di alcuni formaggi il lattosio viene progressivamente eliminato o metabolizzato. Per questo esistono formaggi che possono risultare naturalmente privi di lattosio senza essere stati sottoposti a un trattamento di delattosazione.
Due esempi per i quali i rispettivi disciplinari e Consorzi forniscono informazioni specifiche sono:
- Parmigiano Reggiano DOP: il Consorzio dichiara che il lattosio viene trasformato già nelle prime fasi della produzione e che il prodotto è naturalmente privo di lattosio [7].
- Grana Padano DOP: il Consorzio indica che, dopo il periodo minimo di stagionatura previsto dal disciplinare, il residuo di lattosio è molto inferiore a 0,1 g/100 g [8].
Non è però corretto dedurre che qualsiasi formaggio stagionato sia automaticamente senza lattosio. Il contenuto dipende dal processo produttivo e dal singolo prodotto: quando è necessario conoscerlo con precisione, va verificata l’etichetta o l’informazione fornita dal produttore.
Bevande vegetali come alternativa al latte
Le bevande a base di soia, avena, mandorla, riso, cocco e altri ingredienti vegetali sono naturalmente prive di lattosio se non contengono ingredienti derivati dal latte.
Possono essere utilizzate come alternativa al latte in molte preparazioni, ma non hanno tutte la stessa composizione nutrizionale. Il contenuto di proteine, calcio, vitamine, grassi e zuccheri può variare considerevolmente tra prodotti differenti.
Quando vengono utilizzate abitualmente al posto del latte, è utile controllare l’etichetta e valutare in particolare:
- la presenza di calcio aggiunto;
- l’eventuale aggiunta di vitamina D;
- il contenuto di proteine;
- la presenza di zuccheri aggiunti.
NIDDK e NIH includono tra le possibili fonti alternative di calcio anche alcune bevande vegetali fortificate, come determinate bevande a base di soia [2][4].
Come assumere calcio senza lattosio
Ridurre o eliminare alcuni latticini senza sostituirli adeguatamente può ridurre l’apporto di calcio e, in alcuni casi, di vitamina D. Per questo è importante considerare l’alimentazione nel suo insieme [2].
Il calcio è presente anche in diversi alimenti privi di lattosio, tra cui [2][4]:
- sardine e altri pesci consumati con le lische commestibili;
- cavolo riccio, broccoli e altre verdure;
- alcuni legumi;
- mandorle e altra frutta secca;
- tofu preparato con sali di calcio;
- alimenti e bevande fortificati con calcio.
La quantità di calcio presente e la sua capacità di essere assorbito non sono però identiche in tutti gli alimenti vegetali. Il NIH segnala, ad esempio, che il calcio di broccoli e cavoli presenta una buona biodisponibilità, mentre in altri vegetali l’assorbimento può essere inferiore [4].
Dolci, snack e prodotti confezionati senza lattosio
È sempre più comune trovare biscotti, dessert, gelati e altri prodotti specificamente formulati senza lattosio. Anche in questo caso è importante verificare la confezione del singolo prodotto.
Le diciture “vegetale” o “vegano” indicano caratteristiche differenti rispetto a “senza lattosio”. Per chi deve semplicemente limitare il lattosio può essere sufficiente controllare ingredienti e indicazioni specifiche del prodotto; chi presenta invece un’allergia al latte deve prestare attenzione alle informazioni sugli allergeni.
Per capire quali ingredienti possono segnalare la presenza di lattosio, consulta la guida agli alimenti che contengono lattosio.
Gli integratori di lattasi possono essere utili?
Gli integratori di lattasi contengono l’enzima che permette di scindere il lattosio. In alcune persone possono contribuire a ridurre la probabilità di sviluppare sintomi quando vengono assunti in relazione a pasti contenenti lattosio [3].
Non rappresentano però una soluzione identica per tutti e non sostituiscono una diagnosi o una dieta equilibrata. Il NIDDK raccomanda inoltre di confrontarsi con il medico prima dell’utilizzo in particolari situazioni, come nei bambini piccoli, in gravidanza o durante l’allattamento [3].
Bisogna seguire una dieta completamente senza lattosio?
Non necessariamente. Molte persone con intolleranza al lattosio riescono a consumarne una certa quantità senza manifestare sintomi oppure presentando soltanto disturbi lievi [2].
La strategia più adatta può quindi consistere nel ridurre il lattosio fino alla quantità tollerata, utilizzare prodotti delattosati o scegliere determinati alimenti naturalmente poveri o privi di lattosio.
Un’eliminazione molto restrittiva e prolungata dei latticini dovrebbe essere valutata con attenzione, soprattutto se comporta una riduzione significativa dell’apporto di calcio, vitamina D o altri nutrienti [2][4].
Domande frequenti sugli alimenti senza lattosio
In Italia la dicitura può essere utilizzata quando il residuo di lattosio è inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml di prodotto [1].
Latte e derivati senza lattosio possono mantenere un profilo nutrizionale simile ai prodotti tradizionali. La differenza principale riguarda il lattosio, che viene ridotto o scisso nei suoi componenti [1][2][5].
I rispettivi Consorzi indicano entrambi i prodotti come naturalmente privi di lattosio in conseguenza del loro processo produttivo. Per altri formaggi è invece necessario verificare le informazioni specifiche del prodotto [7][8].
Non necessariamente. La composizione nutrizionale cambia in base alla materia prima e al prodotto. Quando vengono utilizzate abitualmente al posto del latte è utile controllare, tra le altre cose, calcio, vitamina D, proteine e zuccheri in etichetta [2][4].
No. Un prodotto lattiero-caseario senza lattosio può continuare a contenere le proteine del latte. L’intolleranza al lattosio e l’allergia alle proteine del latte sono condizioni differenti [6].
Per approfondire
La scelta tra prodotti delattosati, alimenti naturalmente privi di lattosio e alternative vegetali dipende dalla tolleranza individuale e dal resto dell’alimentazione. L’obiettivo non dovrebbe essere eliminare più alimenti possibile, ma trovare un equilibrio che permetta di controllare i sintomi mantenendo un apporto nutrizionale adeguato.
Per capire come organizzare l’alimentazione nel suo insieme puoi proseguire con la guida alla gestione della dieta senza lattosio.
Fonti e riferimenti scientifici
Le informazioni riportate nell’articolo sono state elaborate a partire dalle seguenti fonti istituzionali e scientifiche:
- Ministero della Salute. Intolleranze al lattosio. Informazioni sui prodotti delattosati e sui requisiti italiani per l’indicazione “senza lattosio”. Consulta la fonte.
- National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK). Eating, Diet, & Nutrition for Lactose Intolerance. Informazioni sulla tolleranza individuale, sui prodotti senza lattosio e sulle fonti alimentari di calcio e vitamina D. Consulta la fonte.
- NIDDK. Treatment for Lactose Intolerance. Informazioni sull’impiego dei prodotti contenenti enzima lattasi. Consulta la fonte.
- NIH Office of Dietary Supplements. Calcium – Health Professional Fact Sheet. Informazioni sulle fonti alimentari di calcio e sulla biodisponibilità del minerale nei diversi alimenti. Consulta la fonte.
- NHS. Dairy and alternatives in your diet. Informazioni sui latticini, sulle alternative vegetali e sulla scelta di prodotti fortificati con calcio. Consulta la fonte.
- Cambridge University Hospitals NHS Foundation Trust. Milk allergy. Informazioni sulla distinzione tra intolleranza al lattosio e allergia alle proteine del latte e sull’uso dei prodotti senza lattosio. Consulta la fonte.
- Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano. FAQ. Informazioni ufficiali sulla trasformazione del lattosio durante la produzione del Parmigiano Reggiano DOP. Consulta la fonte.
- Consorzio Tutela Grana Padano. Grana Padano naturalmente privo di lattosio. Informazioni ufficiali sul contenuto residuo di lattosio nel Grana Padano DOP. Consulta la fonte.
Nota editoriale: questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce le indicazioni personalizzate di un medico o di un professionista della nutrizione.
